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La maggior parte delle turbine eoliche offshore è ancorata al fondale marino, cosa che funziona solo in acque poco profonde. Un progetto più recente permette di collocarle molto più lontano dalla costa.
Le turbine eoliche offshore galleggianti poggiano su piattaforme galleggianti ancorate al fondale marino con cavi, invece di essere rigidamente fissate ad esso, il che permette loro di operare in acque molto più profonde e lontane dalla costa, dove il vento soffia più forte e costante rispetto alle acque costiere poco profonde a cui sono limitate le turbine tradizionali.
Non girano senza vento, il che vanificherebbe l'intero scopo di una turbina eolica, che genera energia catturando specificamente il vento. Non sono nemmeno prive di ancoraggio: derivare liberamente senza alcun ormeggio le renderebbe impossibili da collegare ai cavi elettrici sottomarini o da posizionare correttamente.
Questo progetto apre vaste distese di acque costiere profonde al largo di luoghi come il Giappone e la California, dove il fondale marino scende troppo ripidamente per fondazioni fisse, aprendo allo sviluppo dell'eolico offshore intere regioni prima considerate inutilizzabili.
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